Sotto l'arco
Il percorso pedonale scende fino alla base del ponte, con scalinate e punti dove sedersi. È da qui che si capisce davvero la dimensione della volta.
Monumento naturale della Lessinia
Il più grande ponte naturale d'Europa: quaranta milioni di anni di storia geologica, a due passi dalla nostra trattoria.
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Come si è formato
Circa quaranta milioni di anni fa qui c'era una grande grotta carsica. I torrenti che scendevano dalle valli di Crestena e Fenil hanno eroso il calcare fino a far cedere la parte interna della volta. Quello che è rimasto in piedi è l'arco che vedete oggi.
Il ponte sta a 602 metri di quota. L'arco è alto cinquanta metri, spesso una decina e largo in media diciassette. Ci si passa sotto camminando, e ci si può anche camminare sopra.
L'arco esiste per via dell'erosione dei torrenti, e quei torrenti non se ne sono andati: scorrono ancora sotto la volta. Camminando ci si imbatte in cascatelle, pozze e ruscelli di acqua fresca e limpida.
È il motivo per cui la vegetazione qui sotto resta verde e fitta anche ad agosto, quando tutto intorno è secco.
Sotto la volta
Sotto l'arco si aprono cinque grandi grotte, frequentate dall'uomo fin dalla Prima Glaciazione. Negli scavi sono venuti fuori punte di frecce, aghi, utensili e ossa di animali preistorici.
I pannelli del Parco lungo il sentiero raccontano chi è passato di qui: manufatti dell'Homo erectus, tracce di Neanderthal nella zona atriale, lame e strumenti in osso dell'Homo sapiens, e poi il Neolitico fino all'età del Bronzo.
È uno dei siti preistorici più importanti del Veneto, e si visita liberamente.
Come si visita
Si arriva in auto fino al piazzale della trattoria, poi si prosegue a piedi. Scalinate e panchine portano fin sotto l'arco.
Il percorso pedonale scende fino alla base del ponte, con scalinate e punti dove sedersi. È da qui che si capisce davvero la dimensione della volta.
Si può camminare anche sulla parte superiore dell'arco, da cui si apre la vista sulle valli intorno.
A poche centinaia di metri in linea d'aria si apre il sistema di falesie più rappresentativo della Lessinia: muri di calcare a strapiombo su cui ogni anno arrivano arrampicatori da tutta Europa. Dall'arco si pratica anche la calata con le funi.
Arte, letteratura, musica
Il Ponte di Veja non è solo geologia. Da secoli finisce nei quadri, nelle leggende e, più di recente, nei videoclip.
Intorno al ponte
A pochi passi dal piazzale ci sono castagni di settecento anni, un sentiero che arriva dalla Bretagna, un crocefisso scolpito dentro la roccia e il Veja Adventure Park con i suoi percorsi acrobatici tra gli alberi. Poco più in là il resto della Lessinia: grotte, cascate, musei dei fossili e malghe in pietra.
Galleria
Un evento di Natale
Nel periodo di Natale la terrazza della trattoria accoglie anche il Presepe Montano, il quale cambia forma e dimensione a ogni edizione. I materiali utilizzati per l'allestimento sono tipici del territorio: muschio, legno di castagno, frassino e carpino, pietre di Prun.
Dalla prima edizione, nel Natale 2007, ogni allestimento è stato curato da Luigi Fasoli, che lo ricostruiva da capo ogni anno: dalle 60 alle 70 ore di lavoro in tre settimane.
Nato come tradizione natalizia, negli anni il presepe è diventato anche un'occasione di beneficenza: lo scorso anno la raccolta è andata ai bambini e alle famiglie di Gaza.
Se ne è parlato anche fuori dalla Lessinia: ne hanno scritto L'Arena e Telenuovo, con un servizio televisivo dedicato.
Siamo a due passi dall'arco, con parcheggio, bagni e cucina aperta. Il posto naturale dove fermarsi dopo la visita.
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